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martedì 6 maggio 2014

Lo Spettatore Occasionale: in attesa di vedere il 2, ripassiamo "Prometheus"



Un grosso umanoide gommoso si fa una cialda di caffè, poi si tuffa da una rupe in una cascata, si sfilaccia e dà origine alla vita sulla Terra.
Il tizio in questione proviene da DragonBall.
Tenetelo a mente.
Tenetelo a mente, perché "Prometheus" inizia con DragonBall e termina con Futurama.
Fuffa spray, direte voi.
Magari, risponde il vostro Spettatore Occasionale di fiducia.

Comunque, il tizio si squaglia.
Salto temporale di -non so, tipo centinaia di milioni di anni.
Due tizi scoprono pitture rupestri. Sono uguali a tante altre che avevano scoperto prima. Ciò induce una multinazionale a inviare nello spazio una spedizione per trovare i creatori del genere umano.

Tutto a posto? Volete sedervi un momento e prendere un caffè?
No, perché poi le cose peggiorano.

Astronave, salto temporale. Ellissi temporali a manetta, offre Ridley. Fassbender (Fass-Bender, vedi che Futurama è inserito a forza dal Destino stesso in questa pellicola?) è un androide che ama Lawrence d'Arabia. Si svegliano i tizi sull'astronave. Trovano una megapiramide aliena e ci vanno dentro. Disarmati. Un biologo incontra un serpentello alieno, dalla forma indiscutibilmente simile a un pene che si apre come una vagina (Giger inside). Tenta di accarezzarlo. Giustamente muore.

Ellissi temporale gratuita offerta dallo Spettatore Occasionale: il capo della spedizione è una tipa stronza figlia del boss della multinazionale, all'anagrafe Charlize Theron, la figlia non il boss. Che poi non sono sicuro che all'anagrafe si chiami...
Al diavolo.

Un geologo che dispone di mille migliaia di gingilli tecnologici che sono in grado di generare mappe 3D delle tue narici si perde all'interno della piramide aliena. L'androide sbrocca e somministra al tipo che all'inizio scova pitture rupestri una roba nera aliena. La roba nera aliena lo trasforma in una copia di se stesso butterata e con gli occhi neri e cattiva cattiva cattiva. Però prima fa in tempo a spupazzarsi la morosa, la quale è sterile ma rimane incinta.

E no, non si tratta del nuovo Messia.

La tizia sbrocca perché scopre d'essere incinta di un mostro alieno. Va nella cabina della tizia stronza figlia del boss, la quale dispone di un marchingegno a forma di lettino solare che in realtà è tipo una sala operatoria automatica. Ci entra dentro e chiede di abortire. La macchina dice che in realtà è un modello che funziona solo sugli uomini.

Annotazione: la tizia stronza figlia del boss, oltre a essere stronza, è anche scema. Deve aver comprato su eBay la capsula chirurgica e solo dopo la consegna s'è accorta che era una sola, perché lei è fimmina e quel trabiccolo opera solo i portatori di pisello. Vatti a fidare dell'e-commerce.

Con un astuto stratagemma [Tizia incinta dell'alieno: Voglio abortire Capsula Chirurgica: Mi dispiace, solo operazioni per maschietti Tizia incinta dell'alieno: Oh, perbacco. Occorre studiare una soluzione mentre il feto alieno tentacoluto mi si muove in grembo... Ok, estrai corpo estraneo dal mio utero Capsula Chirurgica: Ok, lo posso... Ehi, hai detto utero? Gli uomini non hanno utero! Tizia incinta dell'alieno: Ho detto "utero"? Oh, scusa, sono un disastro con i termini medici... volevo dire "dalla panza", ecco, levami il corpo estraneo DALLA PANZA Capsula Chirurgica: Ok, accomodati] tizia si sbarazza dell'alieno, che cresce a dismisura e mangia qualcuno.

Intanto si scopre che Boss è nella nave ed è un vecchio interpretato da Guy Pearce. Che ha circa quarant'anni, credo, e sembra Biff Tannen di Ritorno al Futuro. Perché?

[Inserire risposta plausibile qui]

Svegliano alieni gommosi in ibernazione. Alieni gommosi -errata corrige, Alieno gommoso si sveglia di malumore e ammazza Biff Tannen. Poi, per dessert, stacca la testa ad Androide.

Succede un casino. Charlize Theron muore perché non sa muoversi di lato, ma soltanto in linea retta. Alieno gommoso vuole andare a fare baldoria sulla terra, Astronave priva di armi (WTF) si schianta su Astronave aliena per fermarla. Su le mani.

Tizia riceve messaggio da Fass-Bender, il quale ci prova e le chiede di andare con lui a visitare il luogo natio di Alieni gommosi. Lei prende la testa, la mette in borsetta (true story) e si avvia nello spazio a bordo di altra Astronave Aliena rubata.

Scena extra: Alieno tentacoluto si accoppia con Giuliano Ferrara e nasce lo Xenomorfo classico di Alien. Screentime dello Xenomorfo: quattordici secondi.

Grazie, Ridley. Non vedo l'ora che esca il due.



A voi era piaciuto? Siete in trepidante attesa di un secondo (imminente) capitolo?
Deliziatemi nei commenti!


mercoledì 13 novembre 2013

"I am Man (pausa) Borg", disse il nuovo idolo dello Spettatore Occasionale

Quando ho letto che questo film è costato 1.000 $, mi sono rannicchiato sotto una scrivania e ho pianto.
Ho pianto perché, se questa faccenda è vera, allora siamo tutti robetta e Steven Kostanski.è un califfo.


Amico mio, mi hai appena comprato
Manborg (2011) non è soltanto un film, è qualcosa di diverso: è la prova che fantasia e capacità possono sopperire alla mancanza di finanziamenti, che puoi infarcire una produzione di dollari senza necessariamente riuscire a realizzare qualcosa di rimarchevole. Se confrontiamo questa pellicola con un’altra dal budget decisamente superiore (per dirne una, Prometheus di Scott), ci rendiamo subito conto che non c’è storia. Manborg è un tripudio di trovate visive uniche, caratterizzato da un’estetica che è tutto meno che scontata, sorretto da una regia dinamica e citazionista, mentre Prometheus è una cagatella che inizia con DragonBall e finisce con Futurama.

E con ‘sta roba nera Lindelof ha rotto il cazzo. E prima mi metti il fumo nero in Lost, e mi sta bene. E poi il nespresso alieno in Prometheus, e passi. E ancora il sangue di Cumberbatch in Star Trek into darkness, nero pure quello: amico, senza offesa, ma hai davvero rotto the big C.

Il simpatico collettivo Astron-6 (entrato nelle grazie della Troma non per nepotismo, ci tengo a sottolineare, ma perché sono psicopatici e non fanno nulla per nasconderlo) intende omaggiare il cinema action SF anni ottanta, roba tipo Terminator o Robocop, inserendo citazioni che spaziano da Return of the Jedi, a Doom (intendo dire il videogioco, non il film con The Rock), a certe intuizioni del Verhoeven migliore, al Raimi artigiano degli esordi, a Burton prima che diventasse una macchinetta emo cacasoldi, alle aberranti avventure dei Power Ranger con i nemici gommosi, a Ray Harryhausen e a mille altre cose. La storia è semplice: una terribile guerra tra gli abitanti del pianeta Terra e le truppe infernali sconvolge l’umanità. Il protagonista è un soldatino al fronte, durante uno scontro con il leader dei malvagi (tenetevi forte: Count Draculon) perde il fratello e viene ucciso. Il corpo del nostro viene utilizzato per creare un Cyborg, Manborg, che si unirà a una varipinta masnada di ribelli e lotterà al loro fianco per porre fine all’impero del male.
Ora, considerata l’epicità del contesto, vi domanderete come minchia sia possibile aver girato una roba del genere con 1.000 $. A tale quesito lascio che a rispondere sia il trailer.



Non si respira aria di genialità? Io credo proprio di sì. È puro intrattenimento old school, una commovente dichiarazione d’amore per un cinema che diventa sempre più raro (ammesso che ancora esista). Non ci sono tempi morti, non ci sono scene inutili o riempitivi frustranti, soltanto il minimo indispensabile per tenere in piedi la struttura del film. La mancanza di fondi ha reso necessario un massiccio utilizzo di green screen: un presunto limite che ha contribuito a proporre soluzioni estetiche che sembrano una versione di Tron sotto LSD. Tutto è retro: dai fondali, ai mostri animati in stop-motion, alla linearità del plot, all’idea portante del futuro distopico che viene rappresentato. La follia di Kostanski è in ogni dettaglio: i personaggi sono archetipi e stereotipi di una certa SF, omaggi all’horror (Draculon / Dracula, la ribelle Mina porta il nome della moglie di Harker, uno dei protagonisti del Dracula letterario di Stoker), personaggi che richiamano icone pop, come il tizio che sembra Billy Idol, la vertigine data dal doppiaggio insensato di Number One Man, esperto di arti marziali con dizione da primo attore del Globe Theatre.
Che roba, gente. Diverte, appassiona, mescola le carte, ma soprattutto non inganna e si mostra per quel che è. L’ipertrofia di certi prodotti d’intrattenimento delle Major (specialmente negli ultimi anni), che sono pieni, saturi, strabordano, che offrono troppo nel tentativo di accontentare tutti è lontana anni luce. Il risultato è che spesso risultano indigesti (vedi Man of Steel, mortacci sua). Astron-6 invece procede per sottrazione: leva di mezzo tutto quel che non serve e garantisce un prodotto magro, agile, bio. Alleggerisce, non appesantisce. Per dire, c’è questa scena: Manborg si risvegla e vaga per una città futuribile: luci al neon dappertutto, bizzarri veicoli che sfrecciano per le strade, degrado, messaggi pubblicitari del nuovo governo infernale. Improvvisamente si imbatte in una serie di mostri (?) che menano dei tizi. Interviene, patatrac, incontra Number One Man, fugge con lui. I mostri saltano sul posto e sotto i loro piedi si materializzano degli skateboard costituiti da una sorta di energia violetta fluttuante, quindi inizia un folle inseguimento cittadino.
Oppure beccatevi questa:



Puro intrattenimento. Onesto, fresco, veloce, lisergico e con un finale… Un finale semplicemente da urlo.
1.000 €. Ci tengo a sottolienarlo.
Leviamoci il cappello dinanzi agli Astron-6.



Ho come la sensazione che stia per accadere qualcosa di brutto.
 Guardatevelo subito tutti!
È un ordine di Count Draculon!