martedì 20 maggio 2014

Il Blogger Occasionale si pone domande su...


Ok.
Magari sono io.
Sicuramente sono io.
Quello che ha dei problemi, intendo.

Anyway.

Ci sono queste persone che caricano video su Youtube, video di loro stessi medesimi pirsonalmente di persona alle prese con una nota bevanda gassata, caramelle al gusto menta più varie ed eventuali.
Nel caso in questione, un preservativo e una crema spalmabile al cioccolato di un'azienda dolciaria arcinota con sede ad Alba, Cuneo, Piemonte, Italia, Europa, Terra, Sistema Solare, Via Lattea (casomai qualcuno leggesse da un punto imprecisato dell'outer space).
Le cose vanno in questa maniera: i nostri impavidi videomaker inseriscono le caramelle dentro la bevanda gassata, sigillano la bottiglia e attendono che tutto esploda in un geyser di liquame appiccicoso.

[NOTA PER ME: rivedere il passaggio "attendono che tutto esploda in un geyser di liquame appiccicoso", perché ho come la sensazione che possa essere frainteso]

Molto bene.
La mia domanda è:
Perché?

La cosa più sconvolgente di tutte tutte tutte è il pathos che tali filmati contengono. Non ci credete? Vediamo il nostro amico in alcuni momenti topici dell'esperimento:

Vedi alla voce PATHOS (e anche TUBO NASCOSTO)



Orco boia!


Tu chiamale se vuoi -esplosioni (di bevanda gassata + caramelle + crema spalmabile + preservativo)
Perché questo tizio pittoresco ha realizzato il record mondiale di coca+mentos+robe_varie uguale BOOM. C'è una disciplina, a quanto pare. Mi immagino gli allenamenti. Estenuanti sessioni di pasticche nella coca. Fiotti di schiuma. Momenti di disperazione, quando l'esplosione è moscia, quando il getto non raggiunge l'altezza o la pressione desiderate. Episodi di grande umanità, quando il vecchio cocamentosista dà una pacca sulla spalla al giovane allievo alle prese con un'esplosione loffia. "Verrà il giorno in cui macchierai il soffitto, ne sono sicuro". Pianti. Gioie e dolori. Fulminee intuizioni: "E se ci aggiungessi la NUTELLA?". Trepidante attesa, quando il beniamino delle folle svita il tappo e infila la mentos.

Va bene, davvero, è stimolante e per certi versi epico... ma perché?

Ci sono anche delle varianti. Quelli, per esempio, che la reazione chimica la attuano all'interno della propria bocca, con questo risultato:

E questo è un 8! La folla è in delirio!
Che arguto passatempo, non trovate?
E infine ci sono le leggende metropolitane: tipo che un ragazzino in Brasile sarebbe morto dopo aver ingerito mentos e coca. Esplosione nello stomaco. Tipo Kenshiro. Oppure il Sig. Creosote.

Viral Video. Un mistero. E poi un mistero nel mistero: questi tizi in fissa con le mentos, la coca, la schiuma, lo sbocco, i tubi nella coca cola...
Vabbè. No, davvero, era solo per mettervi a parte di queste vicende bizzarre.
Comunque ora una cosa mi è chiara. Coca e Mentos, se assunte insieme, posso provocare dei danni incredibili.
Ora vi metto la foto di un tizio che ne consuma in abbondanza sin dall'infanzia.
Guardate che cosa può causare in un essere umano questa pratica bislacca e dannosa:

Com'è già che mi chiamo io?

PS

Perché?


venerdì 16 maggio 2014

Penny Dreadful: lo Spettatore Occasionale dice sì

Diciamoci la verità: di serie TV ce n'è un marasma. C'è CSI Miami, CSI Los Angeles, CSI New York, CSI Abbiategrasso, CSI Saluzzo... Ogni città ha il suo CSI. Poi ci stanno i dottori che ti sbudellano (ER, Grey's Anatomy, Private Practice, House), poi i serial killer (Hannibal, Dexter, Criminal Minds), poi quelle tipo soap opera, le fiction, le semi-fiction, le non-fiction, le serie narrative, quelle antinarrative, quelle preter-narrative, quelle manco-per-sogno-narrative.
Ragazzi.
Da restarci secchi.

In ogni caso, una settimana sì e l'altra pure ne escono di nuove. Alcune sono belle e durano, altre no. La settimana scorsa ne è iniziata una che si intitola Penny Dreadful. Ed è semplicemente magnifica.

Una festosa foto di famiglia


La serie si appropria del nome dato a quelle pubblicazioni inglesi che nel diciannovesimo secolo raccoglievano storie macabre, spesso con contenuti violenti ed eccessivi, e venivano vendute a un penny (BINGO). Precursori delle riviste pulp, gli Spaventi da un Penny ospitavano un'umanità decadente e morbosa, fatta di assassini spietati, spettri, creature infernali, donzelle in difficoltà, donzelle dai facili costumi capaci di slanci di gratitudine non indifferenti (ehm), loschi individui pronti a ogni nefandezza (tipo Brunetta, solo meno spaventosi). Gli autori della serie si sono impegnati nel tenere viva la struttura di quei racconti (ambientazione, trame rocambolesche, violenza), sostituendo ai personaggi anonimi delle riviste i classici mostri del gotico: Dracula, Frankenstein, Dorian Gray. Intorno a loro hanno aggiunto personaggi nuovi, dal fascino non inferiore.

Il risultato? Due puntate eccellenti. Timothy Dalton, Josh Hartnett e soprattutto Eva Green affrontano la prova con sincera passione, tratteggiando personaggi che costituiscono il cuore di quello che appare come arco narrativo principale.

In soldoni, la trama (grazie IMDB):

Explorer Sir Malcolm Murray, American gunslinger Ethan Chandler, and others unite to combat supernatural threats in Victorian London.
 Per chi non masticasse l'inglese, ecco una traduzione occasionale:
L'esploratore Sir Malcolm Murray, il pistolero americano Ethan Chandler, e altri si riuniscono per fronteggiare minacce soprannaturali nella Londra Vittoriana.
E ora una traduzione occasionale sbagliata:
Malcolm Murray, Sir Internet Explorer, il nonno di Chandler di Friends, e altri tutti uniti combattono contro Supernatural, una serie americana giunta alla nona stagione, così brutta da far chiudere il negozio di Victoria's Secret a Londra. 
Episodio pilota di livello eccellente: abbiamo una classica introduzione dei personaggi, con riflettori puntati su Sir Malcolm, fondatore del Club degli Esploratori, ossessionato dal desiderio di trovare la figlia scomparsa (Mina) (però non Mina la cantante) (Mina, dicevamo...) (Mina... nessun campanello? Dai, su... Mina... Dracula... Anyone?). Accanto al Timothy nazionale, la conturbante Vanessa Ives, una Eva Green intensa e tormentata. È una strega? Una cartomante? Una spiritualista? Una medium? Lo scopriremo più avanti. Diciamo che è una a cui i vampiri sono allergici.
I due assoldano Hartnett, desideroso di far dimenticare al pianeta quella roba chiamata Pearl Harbor. Joshino veste i panni di Ethan Chandler, un po' Buffalo Bill, un po' adone cazzaro, un po' tormentato eroe che tanto ci piace a noi romanticoni (ehm). I tre si addentrano in un sotterraneo per incontrare SPOILER.
SPOILER è un tipo incazzuso, quindi state alla larga se non volete sapere altro.

Sono SPOILER. Sono un tipo terribile sul serio. Ocio.



Incontrare, dicevamo, dei Vampiri. La figlia di Malcolm è stata rapita da un succhiasangue, e l'esploratore dà la caccia a tutti i twilight che trova per risalire al rapitore. Così, scendono nel sotterraneo e ne ammazzano un numero discreto, tendente all'alto.
Nel primo episodio il personaggio che svetta su tutti, il vero e proprio nucleo emozionale, è il Dottore, al quale il trio si rivolge per avere informazioni in merito a uno dei vampiri che hanno indotto a smettere di operare nel campo dei vampiri. Tipo che l'anno ucciso, ecco. Un vampiro brutto brutto brutto, che sotto la pelle ha dei geroglifici tatuati. Il "Dottore" (ammicc ammic) è un giovane impegnato in una ricerca, un tizio strano, ossessionato da quella scintilla sottile che separa la Vita dalla Morte.
E chi sarà mai questo Dottore?
Chi sia viene svelato nel finale dell'episodio: in un montaggio di long take uno via l'altro, con colonna sonora minimale che cresce a scandire i passaggi di un evento che vi rimarrà impresso, il dottore rientra nel proprio "laboratorio". Qui, abbandonato in una vasca colma di ghiaccio, un corpo... segnato da cicatrici, collegato a macchinari elettrici. Il temporale che infuria all'esterno irrompe nella stanza con il bagliore di fulmini e il martellare di tuoni. L'impianto elettrico non perfettamente a norma salta e la stanza piomba in un buio terribile. Il Dottore esprime il proprio disappunto in maniera colorita. Accende una lampada a olio. Il corpo nella vasca è sparito.
Avete presente, no, quando state per dare vita a una creatura strappata artificialmente dalla morte, salta la corrente e la creatura scompare? Voglio dire, è una seccatura. Il dottore inizia a cercare, si muove per il laboratorio con la sola luce proiettata dal lume a olio. Alle sue spalle vediamo la Cosa, nuda, ferma contro un angolo. I due si vedono. Si avvicinano. Sono entrambi... emozionati. Il Dottore ansima. La Creatura emette dei versi flebili. Il Dottore piange. La Creatura allunga una mano tremante, asciuga una lacrima dal volto del Dottore, porta il dito al proprio occhio, meravigliata. Il Dottore dice: Riesci a sentire? La Creatura sorride, come un bambino di fronte a un gioco nuovo. Il Dottore è felice, frastornato, provato.
A questo punto, guardando la Cosa che gli sta davanti, dice: Il mio nome è Victor Frankenstein.
Fine.

Credo che Frankenstein di Mary Shelley sia un capolavoro assoluto, troppe volte maltrattato (e mutilato) nelle innumerevoli trasposizioni prima teatrali, poi cinematografiche. Questa scena, lo spirito che la anima, il pathos che trasuda, coglie in pieno l'anima del testo (pur modificandone l'asse emozionale). E io, Blogger Occasionale, vi giuro che ho pianto.


Sono SPOILER. Ora me ne vado, potete tornare a leggere. 





Se ne avrete occasione, guardate Penny Dreadful. Anche soltanto il primo episodio. È uno studio d'atmosfera perfettamente riuscito, una storia che suscita emozioni, che avvince, che si avvale di un ritmo e di un tono volutamente demodè, una piccola gemma cesellata con cura e con perizia. Un prodotto di valore, nel marasma di serie TV di cui si parlava in apertura.

Cinema e TV sono sempre meno distanti. Penny Dreadful, senza ombra di dubbio, urla a gran voce che quel confine sta per essere valicato.


venerdì 9 maggio 2014

Il Blogger Occasionale presenta "Fenomenologia della banana"

Non si tratta di quello che state pensando.
Sporcaccioni.

Il Blogger Occasionale lancia una nuova rubrica anch'essa fortemente occasionale: Cazzate come la vita. Memorie, eventi, episodi quotidiani raccontati con la proverbiale verve del B.O.

Esterno giorno.
Il balcone di un hotel in centro ad Atene. Siamo nel 1997.
Due figuri se ne stanni appoggiati alla balaustra; contemplano il traffico di questa strana città, sporca e fascinosa. Uno dei due è un imberbe Blogger Occasionale. L'altro un suo caro amico.
Che stavamo facendo su quel balcone? Sostanzialmente nulla, si era in gita scolastica, appena giunti in hotel, e scambiavamo due parole. Sapete, quei dialoghi meravigliosi e futili che potevano durare ore e ore senza necessariamente andare a finire da nessuna parte.
Improvvisamente la persona accanto all'imberbe Blogger Occasionale (per questione di privacy lo chiameremo "Furey") si accorge che il balcone della stanza in cui si trovano è adiacente a quello della stanza di alcune compagne di classe. Il suo sguardo si illumina. Rientra in stanza, estrae dalla zaino una banana e torna sul balcone.
Non c'è bisogno di tante parole, di odiose spiegazioni, di minuziosi piani architettati in ogni dettaglio: basta uno sguardo.

Tiriamo la banana sul balcone vicino?

Killer Bananas!
 

E senza incontrare resistenze, senza pensare ad altro che a quel gesto insensato e stupido, controlliamo che nessuno sia sul balcone. Sono dentro, le nostre ignare vittime. Sistemano i bagagli , fanno le loro cose.
Occorre agire immediatamente.
La banana è lì, pronta al lancio. Furey soppesa il proiettile edibile, calcola sommariamente la distanza, determina quale sia la traiettoria migliore e, infine, lancia l'unico frutto dell'amore al di là della ringhiera.
La tensione è palpabile.
La banana traccia una traiettoria arcuata sollevandosi verso il cielo, poi disegna un arco verso il basso e si disintegra sul pavimento del balcone-bersaglio.
È un trionfo. È l'apoteosi, il conseguimento di un risultato unico, il tripudio della follia: la banana si spatascia sulle piastrelle di un pavimento esterno ad Atene, Grecia (culla della civiltà occidentale) mentre io e Furey esplodiamo in una risata incontenibile.
Le nostre compagne di classe irrompono sul balcone, osservano lo scempio procurato dal nosto balzello e ci ordinano di pulire. E noi, felici, andiamo nella loro stanza, raggiungiamo la banana e la raschiamo via dal pavimento. Anche quel gesto, che potrebbe essere visto come una sorta di sconfitta, è un atto felice. Ok, siamo chinati a terra su un balcone durante il nostro primo pomeriggio in Grecia, ma chissene. Siamo stati eroici nella nostra idiozia. Abbiamo compiuto un gesto memorabile, una roba che verrà ricordata nei secoli dei secoli (amen) all'interno della cerchia delle nostre amicizie.

Sì, è vero, batto... ma è tutto legale.


Quanto conta un momento? Quanto una manciata scarsa di minuti?
Viviamo il tempo con l'ansia febbrile di non riuscire a occuparne fino all'ultima briciola, proiettati a ciò che dovremo fare o intrappolati nel ricordo di qualcosa a cui abbiamo rinunciato, o abbiamo perso, o semplicemente non tornerà. Così ci fottiamo il presente, ci perdiamo tutti quegli atti puri, dettati dall'impulso del momento, veri, pieni, magari stupidi o inutili... eppure così saturi di vita da farti dire: Eccomi. Eccomi presente, eccomi vivo.

Ogni tanto mi sforzo di ritrovare l'assoluta ingenuità di quel momento in Grecia: spensieratezza e voglia di ridere, certo, ma anche il desiderio di spezzare il cerchio di azioni schematiche che quotidianamente finiamo per portare avanti, in maniera così automatica da perderci il bello dei gesti più semplici. Un po' di psicomagia, direbbe Jodorowski...
Perché se vai avanti senza pensare ai tuoi passi, se non ti guardi intorno ogni tanto, se non cedi alla tentazione di soddisfare un desiderio qua e là, alla fine ti perdi qualcosa. Cazzate, il più delle volte, ma di quel genere che ricorderai per sempre con piacere... Cazzate come la vita.




mercoledì 7 maggio 2014

Lo Spettatore Occasionale in trasferta (e molto più serio del solito!)



Prima recensione seria e non faceta dello SO per Week News Life, piattaforma di news online.
Fate un salto da quelle parti e fate saltare anche i vostri amici!

martedì 6 maggio 2014

Lo Spettatore Occasionale: in attesa di vedere il 2, ripassiamo "Prometheus"



Un grosso umanoide gommoso si fa una cialda di caffè, poi si tuffa da una rupe in una cascata, si sfilaccia e dà origine alla vita sulla Terra.
Il tizio in questione proviene da DragonBall.
Tenetelo a mente.
Tenetelo a mente, perché "Prometheus" inizia con DragonBall e termina con Futurama.
Fuffa spray, direte voi.
Magari, risponde il vostro Spettatore Occasionale di fiducia.

Comunque, il tizio si squaglia.
Salto temporale di -non so, tipo centinaia di milioni di anni.
Due tizi scoprono pitture rupestri. Sono uguali a tante altre che avevano scoperto prima. Ciò induce una multinazionale a inviare nello spazio una spedizione per trovare i creatori del genere umano.

Tutto a posto? Volete sedervi un momento e prendere un caffè?
No, perché poi le cose peggiorano.

Astronave, salto temporale. Ellissi temporali a manetta, offre Ridley. Fassbender (Fass-Bender, vedi che Futurama è inserito a forza dal Destino stesso in questa pellicola?) è un androide che ama Lawrence d'Arabia. Si svegliano i tizi sull'astronave. Trovano una megapiramide aliena e ci vanno dentro. Disarmati. Un biologo incontra un serpentello alieno, dalla forma indiscutibilmente simile a un pene che si apre come una vagina (Giger inside). Tenta di accarezzarlo. Giustamente muore.

Ellissi temporale gratuita offerta dallo Spettatore Occasionale: il capo della spedizione è una tipa stronza figlia del boss della multinazionale, all'anagrafe Charlize Theron, la figlia non il boss. Che poi non sono sicuro che all'anagrafe si chiami...
Al diavolo.

Un geologo che dispone di mille migliaia di gingilli tecnologici che sono in grado di generare mappe 3D delle tue narici si perde all'interno della piramide aliena. L'androide sbrocca e somministra al tipo che all'inizio scova pitture rupestri una roba nera aliena. La roba nera aliena lo trasforma in una copia di se stesso butterata e con gli occhi neri e cattiva cattiva cattiva. Però prima fa in tempo a spupazzarsi la morosa, la quale è sterile ma rimane incinta.

E no, non si tratta del nuovo Messia.

La tizia sbrocca perché scopre d'essere incinta di un mostro alieno. Va nella cabina della tizia stronza figlia del boss, la quale dispone di un marchingegno a forma di lettino solare che in realtà è tipo una sala operatoria automatica. Ci entra dentro e chiede di abortire. La macchina dice che in realtà è un modello che funziona solo sugli uomini.

Annotazione: la tizia stronza figlia del boss, oltre a essere stronza, è anche scema. Deve aver comprato su eBay la capsula chirurgica e solo dopo la consegna s'è accorta che era una sola, perché lei è fimmina e quel trabiccolo opera solo i portatori di pisello. Vatti a fidare dell'e-commerce.

Con un astuto stratagemma [Tizia incinta dell'alieno: Voglio abortire Capsula Chirurgica: Mi dispiace, solo operazioni per maschietti Tizia incinta dell'alieno: Oh, perbacco. Occorre studiare una soluzione mentre il feto alieno tentacoluto mi si muove in grembo... Ok, estrai corpo estraneo dal mio utero Capsula Chirurgica: Ok, lo posso... Ehi, hai detto utero? Gli uomini non hanno utero! Tizia incinta dell'alieno: Ho detto "utero"? Oh, scusa, sono un disastro con i termini medici... volevo dire "dalla panza", ecco, levami il corpo estraneo DALLA PANZA Capsula Chirurgica: Ok, accomodati] tizia si sbarazza dell'alieno, che cresce a dismisura e mangia qualcuno.

Intanto si scopre che Boss è nella nave ed è un vecchio interpretato da Guy Pearce. Che ha circa quarant'anni, credo, e sembra Biff Tannen di Ritorno al Futuro. Perché?

[Inserire risposta plausibile qui]

Svegliano alieni gommosi in ibernazione. Alieni gommosi -errata corrige, Alieno gommoso si sveglia di malumore e ammazza Biff Tannen. Poi, per dessert, stacca la testa ad Androide.

Succede un casino. Charlize Theron muore perché non sa muoversi di lato, ma soltanto in linea retta. Alieno gommoso vuole andare a fare baldoria sulla terra, Astronave priva di armi (WTF) si schianta su Astronave aliena per fermarla. Su le mani.

Tizia riceve messaggio da Fass-Bender, il quale ci prova e le chiede di andare con lui a visitare il luogo natio di Alieni gommosi. Lei prende la testa, la mette in borsetta (true story) e si avvia nello spazio a bordo di altra Astronave Aliena rubata.

Scena extra: Alieno tentacoluto si accoppia con Giuliano Ferrara e nasce lo Xenomorfo classico di Alien. Screentime dello Xenomorfo: quattordici secondi.

Grazie, Ridley. Non vedo l'ora che esca il due.



A voi era piaciuto? Siete in trepidante attesa di un secondo (imminente) capitolo?
Deliziatemi nei commenti!